venerdì 2 dicembre 2011
Henry Miller, Tropico del Cancro
oriente
Dalla tua bocca ... - rispose lei.
Zoccola - ridacchio lui mordendole il labbro.
Era giorno.
Aveva l'uccello duro. Ne rimase un pò infastidito.
Lei si voltò, indossava solo quelle disgustose mutandine di seta rosa che fanno tanto metresse d'antan.
Sentì l'acqua della doccia e la voce di lei canticchiare quella canzoncina che la sera prima avava sentito all'Esselunga mentre spingeva il carrello e la sua mente era altrove.
Era lontano ieri sera, lontano e stanco.
Sognava già l'umidità appiccicosa e fritta del suo prossimo viaggio in oriente.
Le Ovaie
Sai, per un momento ho chiuso gli occhi leggendo "vieni, lascia che ci pensi io.." .
Ho chiuso gli occhi e ho pensato a quanto bello sarebbe per una volta nella vita abbassare la guardia, rilassare le spalle, fidarsi, abbandonarsi ad un uomo, lasciare che si prenda cura di te. Dimmi, quante volte te l'hanno detto? quante volte ti hanno detto - vorrei prendermi cura di te - e alla fine ti sei ritrovata ad ascoltarli con quel sorriso di dolce comprensione stampato in faccia mentre in realtà
pensavi "quanto sei stronzo....quanto sono stronza"? Quante volte sono rimasta impigliata nella loro “tendenza alla distrazione, alla comprensione e nessuna resistenza alle loro pretese”, al rapporto accettato, all'essere "eletta" perché nella mia discrezione, nel mio non esserci, sono passionale, sono la sua "cavalcata dei sensi”.
Quante volte ti sei abbandonata alle cure di un uomo?
E' vero...mi aspetto che un giorno arrivi l'uomo che mi dica: tu non sei cinica, sei forte, sei bella, sei audace, sei intelligente ma io amo
la tua fragilità è di lei che mi voglio occupare. Voglio prendermi cura della tua fragilità, voglio dimenticare il mio egoismo e farti mia
anche quando piangi, quando mi frantumi i coglioni, quando voli lontana e hai solo bisogno di essere ripresa con forza, quando sbagli
e hai bisogno che qualcuno te lo dica, quando diventi una piccola donna con le sue bassezze.
Ma che ne sanno loro....che ne sanno.
Vivono per il successo, per una carriera. Vivono in un matrimonio sfasciato perché comunque fa comodo, perché fa facciata, perché
costa fatica alle articolazioni dell'anima crescere, dire no!
Arrivano anche a strapparti le ovaie e a dirti che i figli possono aspettare, che i figli ce li hanno già. Cazzo.
Ti piace?
HOUSE
Torno dal mio viaggio.
Ho la mente appannata dal caldo e dall'odore del treno. Penso che dovrò lavorare ancora qualche giorno e poi finalmente sarò in vacanza. Devo ancora fare tutto, organizzare tutto, ordinare tutto. Ci penserò domani.
Apro la posta e trovo la prima letterina del "mio" bimbo ...mi dice che nel suo villaggio non c'è elettricità ma che da lì vede l'Himalaya e che vorrebbe tanto che un giorno io lo raggiungessi per guardarlo con lui. Mi disegna anche una casetta dalle pareti alte e la porta enorme. Il segno è incerto. Sotto ci scrive "house". Domani comprerò una cartolina, bella, colorata, una cartolina patinata, come qui da noi e gliela spedisco.
Mi emoziono, sì, piango anche un pò. Ora ho i pensieri impastati di sonno, di emozione e del buio di un villaggio senza luce.
Chissà come è bello il cielo lì .....
" Sto preparando una nuova tela. Una tela piuttosto feroce. Posso arrischiare a perlartene? Figurati se non posso parlarne con te - E' una scena erotica, ma che, beninteso, non ha nulla di divertente; non è una di quelle piccole infamie che ci si mostra clandestinamente dandosi colpetti di gomito. No, io voglio declamare alla luce del sole, con sincerità e partecipazione, tutta la tragedia e l'emozione di un dramma della carne, proclamare a gran voce le incrollabili leggi dell'istinto. Morte agli ipocriti!"
Balthus
